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MATTEO TREFOLONI E VITTORIO BINI IN SEZIONE

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Si è svolta lo scorso venerdì 5 febbraio la consueta visita annuale della Commissione Regionale nella sezione arbitri “Werther Zamponi” di Pistoia.

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L’importante appuntamento ha visto la presenza del Presidente del Comitato Arbitri Toscana, Matteo Simone Trefoloni, e del Vice Presidente Vittorio Bini. Dopo l’intervento iniziale del Presidente sezionale, Massimo Doni, è stato proprio Bini ad aprire la serata incentrando il suo discorso su quanto tref in sezionesia importante il valore del gruppo all’interno della sezione. Un messaggio chiaro e preciso che ha fatto breccia soprattutto sui giovani arbitri degli ultimi corsi, da poco entrati a far parte di questa famiglia. “L’arbitraggio- ha spiegato Bini- è fatto di momenti belli e meno belli ed è proprio nei momenti più difficili che deve emergere lo spirito di associazione di una sezione. Il supporto, il confronto e la condivisione sono la base di un gruppo sano e unito. Non vince chi corre più veloce ma chi riesce a correre più a lungo”.

La parola è poi passata a Trefoloni che attraverso l’ausilio di slides multimediali ha saputo intrattenere la platea andando ad analizzare tutti gli aspetti fondamentali che delineano la figura dell’arbitro: prepararsi, osservare, anticipare, interpretare, giudicare, giudicarsi. Ed è proprio sulla preparazione che Trefoloni ha voluto impiegare buona parte del suo intervento, portando l’esempio di alcuni arbitri internazionali e delle loro piccoleriunione sala grandi accortezze inerenti la preparazione stessa alla gara. Il Presidente regionale ha poi sottolineato quanto gran parte della preparazione alla partita venga ultimata il giorno stesso della gara, al campo di gioco, “annusando il clima che si respira tra dirigenti e calciatori”. Importante anche riuscire a sapersi aspettare l’inaspettato per poter intervenire e giudicare nel migliore dei modi: tutto questo frutto di un’attenta conoscenza del Regolamento del Giuoco del Calcio.

Altro aspetto ben spiegato da Trefoloni è stato il giudizio: l’arbitro ideale e maturo non può esimersi dal giudicarsi. Il colloquio con l’osservatore assume quindi notevole importanza e deve essere un momento di grande crescita al pari della successiva analisi individuale della prestazione. Una lezione che ha sicuramente contribuito ad accrescere il bagaglio di ogni singolo ragazzo presente in sala.doni e tref

A fine riunione il presidente Massimo Doni ha voluto omaggiare i due ospiti con un piccolo presente, in ricordo della splendida e costruttiva serata.

Leggi l'articolo sul sito nazionale dell'Associazione Italiana Arbitri http://www.aia-figc.it/dettaglio.asp?ID=11786

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